La storia e le nuove forme del papillon moderno

Il papillon, o cravatta a farfalla, può stupire non solo per il modo in cui si annoda tradizionalmente (e chi ha provato almeno una volta lo sa), ma ancor di più per la propria storia e per la propria inaspettata etimologia.

Il termine prende origine dalla parola “croato” in francese – “croate”, trasformandosi col passare del tempo in “cravate”. Secondo autorevoli fonti storiche, durante la guerra dei Trent’anni del XVII secolo, i croati allacciavano con un fiocco la parte superiore senza bottoni della camicia, metodo che fu adottato dapprima dai soldati francesi e successivamente diventò una moda maschile in Francia e in altri paesi europei.

Nei secoli succesivi, grazie all’uso sempre più frequente da parte principalmente degli aristocratici, sia di donne che di uomini, il papillon ha visto uno sviluppo creativo nei colori, nelle forme e nei tipi di tessuto utilizzato. Ad esempio, insieme al tipo tradizionale, con un nastro che si allaccia tramite nodo e che richiede allenamento per ottenere un risultato elegante, è apparso il tipo premontato con il nodo cucito, che viene ancora aprezzato per la sua comodità.

Viene usato in modo più esclusivo rispetto ad altri tipi di cravatte e risulta particolarmente interessante il suo recente ritorno nella moda in forme informali e semi-formali, di cui possiamo trovare testimonianza nel mercato italiano in diversi progetti, ad esempio opere d’arte incorniciate in un papillon (Papillonart), papillon in tessuto jeans (su Papillonstore), papillon in legno (Saudagi, Woodillon, B.Art), etc.

I papillon in legno italiani seguono il concetto del vero Made in Italy, prodotti con materiali di primissima qualità, rifiniti a mano dai maestri artigiani con massima attenzione ai dettagli. La varietà del legno, dei tessuti e degli addizionali elementi artistici utilizzati in questi progetti possono soddisfare qualsiasi gusto e tutte le necessità di abbinamento con abiti particolari.

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